Pasquale De Sensi

Una sottile inquietudine pervade le composizioni di Pasquale De Sensi: i suoi procedimenti non sono estranei a quelli del collage dadaista e punk, le linee dei suoi processi mentali potrebbero risultare comodamente sovrapponibili al concetto di spaesamento, caro ai pittori metafisici, e all’idea situazionista di détournement, ma il suo lavoro, pur essendo frutto di un incessante riflessione sul mezzo e sulle ragioni del suo operare, è scevro dell’intellettualismo dei suoi predecessori e del furore iconoclasta dei suoi “cattivi maestri”. De Sensi non si propone di sconvolgere, perché lo shock, ormai, è uno dei capisaldi delle strategie di marketing e terrorizzare e destabilizzare sono attività appannaggio della politica e dell’informazione. Una gioiosa tensione verso la bellezza, questo piuttosto traspare dalle sue opere. Nonostante le maschere antigas, i volti parzialmente nascosti, il profumo vagamente esoterico dei segni e dei simboli che attraversano la superficie delle composizioni di De Sensi, è un sottile, obliquo, forse anche misterioso senso di godimento a prevalere nel fruitore. È il piacere che l’artista prova nel tendere i suoi fili tra le immagini, il gusto della “dispositio”, del processo organizzativo, creativo e conoscitivo. Giovanni Matteo

scarica il portfolio



con scatolabianca: